PENSIERI DI MEZZANOTTE
Qualche giorno fa, su segnalazione di un amico, ho letto una riflessione che mi ha fatto molto pensare. Dopo averci pensato su per un po’, ho deciso che mi piacerebbe condividere con voi, lettori affezionati di questo blog, le conclusioni cui sono giunta.
Nella riflessione in questione si parlava delle persone che non ci sono più, e di quanto ci sentiamo talvolta (spesso) orfani in loro assenza. Niente di più vero: a molti di noi (me compresa), nella vita è capitato di sentirsi tali. Soprattutto quando alla quotidianità di un dialogo si è sostituito il silenzio. Ed è in quel silenzio, ne sono convinta, che nasce e cresce la paura, la desolazione, la sensazione di non essere più capace di fare cose che, fino a poco tempo fa, consideravamo semplici, banali, scontate.
Eppure, se mi fermo a riflettere sul significato di questa brutta parola, mi rendo conto che io non mi sento affatto orfana. Per me, infatti, essere orfani significa essere soli, significa che le persone che amavamo e che non ci sono più sono davvero uscite per sempre dalla nostra vita. Ma non sempre è così. Ci sono persone che, anche se mi hanno fisicamente lasciato, non sono affatto uscite dalla mia vita. Sono sempre presenti con i loro consigli, i loro suggerimenti, il loro continuo spronarmi a dare sempre il meglio di me come a non esagerare nella ricerca della perfezione. Con i loro abbracci e il loro affetto.
Ed è vero, magari non mi accolgono più sulla porta di casa chiedendomi “com’è andata oggi?”, non mi danno il bacio della buonanotte, non mi chiamano al telefono ad orari improponibili né mi costringono ad andare a pranzo quando sto ancora digerendo la colazione, ma le loro voci, il loro sorriso, la loro stretta di mano io continuo a sentirli presenti. Per questo no, non credo affatto di essere orfana. Anzi. Penso di essere stata incredibilmente fortunata a incontrare persone simili sul cammino della mia vita, e, se me ne dimenticassi, allora sì, sarei davvero orfana. Ma io non voglio affatto esserlo.
Ciò che vale per le persone che non ci sono più vale anche, e senza differenza, per le persone con cui abbiamo litigato e per quelle che, all’improvviso e senza ragione, non ci rivolgono più la parola; per quelle che ci hanno ferito e per quelle da cui siamo stati delusi o che abbiamo deluso. Le amicizie – quelle vere – restano, anche se può capitare loro di smarrire lungo la strada la quotidianità di un rapporto, di un abbraccio, di una parola di sostegno o semplicemente di una risata. Ma non è detto che ciò che si è perso non lo si possa, un giorno, ritrovare. Alle volte basta solo avere un po’ di pazienza. E tanta fiducia nel futuro, ovviamente. E altrettanto impegno per aggiustare le cose, perché non sempre ciò che si è rotto non si può più riparare.
Morale della favola: come diceva sempre mia madre citando a sua volta un lontano parente che, ora come ora, sinceramente non mi ricordo chi fosse, nella vita “bisogna occuparsi, e non preoccuparsi”.