asole & bottoni



IL MONDO DI MISS PURPLE (1)

Cari navigatori,

come promesso è arrivato il momento di cominciare a raccontarci qualcuna delle mie passioni. A cominciare, naturalmente, dai libri.

Lo ammetto, leggo davvero di tutto!

Il primo libro in assoluto che mi ha fatto commuovere (e mi ha segnato per tutta la vita) è stato Piccole donne. Leggendo questo blog non faticherete a capire chi è la mia preferita tra le sorelle March…

Poi è stata la volta de La commedia umana di William Saroyan: libro bellissimo che, con delicatezza e ironia, racconta la storia di una famiglia californiana degli anni Quaranta vista attraverso gli occhi del quattordicenne Homer. Lo adoro!

Il libro della mia adolescenza è un romanzo di Judith Kranz, intitolato La figlia di Mistral: una passione nata per colpa/merito della mia compagna di banco dell’epoca, che mi fece letteralmente innamorare di Maggy, Teddy e Fauve Lunel.

A diciotto anni ho letto per la prima volta Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro. Da allora, ogni volta che mi capita di avere fretta, di essere impaziente o semplicemente di non sapere cosa fare, mi tornano alla mente le parole con cui l’ormai anziana nonna Olga si congeda dalla sua nipote adolescente: «quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta». Semplicemente perfette…

Altri anni, altro libro. Siamo nel 2003, sulla spiaggia di Cirella. Il mio vicino di ombrellone sta leggendo un libro di cui mi attira subito la copertina. Si chiama Stella. Dieci mesi dopo, a una fiera del libro, mi imbatto in una copertina simile e – wow! – scopro che l’autore in questione, di cui non mi ricordavo più il nome, si chiama Sergio Bambarén e che ha scritto un libro dal titolo Il guardiano del faro. Il libro, in assoluto, più bello che io abbia mai letto. La lettera finale dell’ammiraglio a Paola è intensa, struggente, piena di passione. Ce l’ho scolpita nel cuore. Così come le semplici parole con cui questo straordinario scrittore spiega il significato dell’amicizia: «spesso tutto ciò di cui una persona ha bisogno è una mano da stringere e un cuore da capire».

Come avrete capito, se dovessi dire chi è il mio scrittore preferito, non avrei dubbi a assegnare il primo posto proprio a Bambarén.

E poi… tantissimi altri libri. Adoro Agatha Christie, stravedo per Poirot e, sebbene abbia tutti i suoi libri, ce n’è uno solo che non ho mai letto, ma che mi sono ripromessa di non leggere mai: Sipario, l’ultima avventura di Poirot. Poirot non può morire! Dimenticavo… il mio preferito tra i gialli della mitica Agatha? Non scherziamo… L’assassinio di Roger Ackroyd, ovviamente!

Sono una fan sfegatata di Sophie Kinsella, di cui ho letto e riletto parecchie volte tutta la serie di I love shopping. D’altronde, come si fa a non amare quella pasticciona di Becky Bloomwood?! E a coloro che sostengono che si tratta di un personaggio irreale, permettetemi di rispondere che non hanno mai conosciuto la mia amica Valeria!

E poi… il mitico Harry Potter, ovviamente! A dispetto dell’opinione generale, non c’è un libro della saga che mi piace più degli altri: per me è come se fosse un libro unico, un’unica avventura lunga… quanto? Tremila pagine? Fa niente! Però un personaggio preferito ce l’ho. E non è uno solo: è la famiglia Weasley al completo. Li adoro! A seguire Remus Lupin, che di tutti i “Malandrini” è probabilmente il più “umano”, ma anche il più coraggioso.

Che altro… beh, negli ultimi anni mi sono commossa leggendo le pagine bellissime scritte da Khaled Hosseini (Il cacciatore di aquiloni, Mille splendidi soli) e da Radu Mihaileanu e Alain Dugrand (Vai e vedrai), ho sferruzzato anche io ne Il club del venerdì sera di Kate Jacobs e sì, ho pianto sulle note di Canone inverso

L’ultimo scrittore che vorrei ricordare è una donna, una giornalista, una delle persone che mi sarebbe piaciuto incontrare almeno una volta nella vita, toscana come un’altra persona a me molto cara: Oriana Fallaci. Il suo ultimo libro, Un cappello pieno di ciliege, è intriso di una tale intensità, di una tale passione… ecco, piacerebbe anche a me, un giorno, magari lontana kilometri su kilometri da casa, scoprire di avere un attaccamento così forte alle mie radici.

… ora come ora mi sembra tutto… ma se mi viene in mente qualcos’altro, prometto di tornare sull’argomento!

Ci si rivede presto per la seconda puntata dedicata ai libri. Tema del prossimo post: la poesia!


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